Catania, offriva posti di lavoro tramite Bakeka.it all’aeroporto ma era un truffatore. Denunciato

Pubblicato il 7 Novembre, 2020

“Cerchi lavoro e ti piacerebbe lavorare in Aeroporto?” è per l’inganno nascosto dietro questo falso annuncio che agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria dell’Ufficio di Polizia di Frontiera, a seguito di minuziose attività di indagine, hanno denunciato in stato di libertà un cittadino italiano M.W. di anni 39, responsabile di truffa nei confronti di ignari internauti.

Infatti, M.W., utilizzando siti internet, avrebbe pubblicato degli annunci di lavoro relativi a ipotetiche assunzioni di personale presso vari scali aerei, tra cui quello di Catania Fontanarossa. Le truffe erano state architettate utilizzando il sito di annunci Bakeca.it da dove, una volta postato l’annuncio di lavoro in ambito aeroportuale, il malcapitato veniva reindirizzato in una piattaforma che simulava siti di società di spedizioni realmente operanti in Inghilterra.

Il tutto induceva coloro che vi accedevano, a inviare il proprio curriculum vitae comprensivo di documenti di identità; poi, invogliati dal poter cominciare nell’immediatezza un’attività lavorativa, venivano invitati a inviare del denaro attraverso ricariche Postepay. La somma richiesta veniva giustificata dai malfattori con la necessità, per ognuno degli interessati, di dover partecipare a un corso da tenersi presso l’Aeroporto di Catania Fontanarossa, utile per il rilascio del “patentino A13” che permette di accedere nelle aree aeroportuali.

Le vittime di quest’attività illecita, dopo aver versato le cifre richieste e non avendo avuto più contezza sui corsi di formazione per il rilascio delle certificazioni, hanno chiesto chiarimenti direttamente presso l’Aerostazione di Catania, realizzando così di essere stati vittime di una truffa. Le stesse vittime, rese edotte della loro facoltà di potersi rivalere giuridicamente contro ignoti per quanto accaduto, hanno formalizzato l’atto querelatorio in presso la Polizia di Polizia di Frontiera catanese che ha immediatamente avviato le indagini che, attraverso accertamenti sull’indirizzo I.P. del sito truffaldino, hanno condotto all’individuazione, e quindi alla denuncia, del responsabile.