A Gravina si continua a costruire, Alfio Nicosia: “Serve un Piano Regolatore nuovo perché, nel 2018, i vincoli sono decaduti”

A Gravina ormai da circa mezzo secolo fa discutere la questione relativa alla sempre più vasta presenza di cemento all’interno del perimetro urbano, che con il tempo va sempre e costantemente ad aumentare. La tendenza non sembra avere fine nonostante le diverse rassicurazioni e gli impegni da parte dei componenti delle amministrazioni comunali in passato e tutto questo rende la città una di quelle con il più alto tasso di cementificazione in tutto il continente europeo.

Secondo i dati dell’ultimo rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, realizzato con il contributo di Arpa Sicilia, e riguardante l’occupazione del suolo nelle aree urbane, di tutto il territorio cittadino quello che risulta impermeabilizzato al 31 dicembre del 2020 è pari al 50,3%.

Le aree verdi hanno la loro importanza per arrestare dopo tanti anni questa tendenza e il consigliere comunale Alfio Nicosia, sentito da noi telefonicamente, si batte per far sì che ciò avvenga.

Sulla base di quale formazione politica lei siede sui banchi del consiglio comunale di Gravina?

“Io sono consigliere comunale con il movimento fondato da me ‘Insieme per Gravina’ dal lontano 1990. Se ne faccio ancora parte un motivo c’è e mi sono sempre occupato di tematiche relative all’ambito sociale e alla pubblica istruzione“.

Gravina è una delle città con il più alto tasso di cementificazione in Europa, ma si continua a costruire sul territorio, lei ha portato anche in consiglio comunale questo argomento. Cosa le ha risposto l’amministrazione? Sa indicare la percentuale di costruzioni autorizzata da questa amministrazione che è in carica da tre anni?

“Ci vuole un Piano Regolatore perché i vincoli di quello precedente sono scaduti nel 2018. Quando c’era Bonfiglio sindaco lo abbiamo approntato, portato in seguito a Palermo e infine votato e reso esecutivo, prevedendo una crescita di 4mila abitanti nel giro di 20 anni, quindi 4mila vani, e il 30% del terreno doveva essere destinato ad edilizia economica e popolare. Il resto invece doveva essere riservato ai proprietari dei lotti di terreno che dovevano costruire per un massimo di 1.200 metri quadri. Nella sindacatura Rapisarda io ero nella maggioranza e coloro che ci sono adesso, che facevano parte dell’opposizione, hanno sempre detto che volevano fermare questa tendenza a costruire in città, ma malgrado ciò si continua a farlo. Oggi ci sono soltanto 10mila metri quadri liberi e faccio richiesta ufficiale al sindaco Giammusso per capire quanti altri vani sono stati dati in concessione“.

Il sindaco Massimiliano Giammusso, in campagna elettorale, prometteva il blocco delle costruzioni private e invece, cosa è successo? Avete azioni politiche che pensate di fare in consiglio comunale e in città?

“Il sindaco non ha impedito nulla e la gente invece deve sapere cosa sta facendo lui. Dopo che riuscirò ad avere i numeri di cui parlavo farò le mie azioni in consiglio comunale e in seguito durante la campagna elettorale che precederà le prossime elezioni, che si terranno tra maggio e giugno 2023“.

Perché, secondo lei, non si riesce a fermare la cementificazione privata di Gravina?

“Ribadisco che il Piano Regolatore si deve rifare perché i vincoli che c’erano fino al 2018 sono decaduti. In città servono spazi verdi, parcheggi e strutture ricreative sia all’aperto sia al chiuso e non edifici a destinazione speculativa. Purtroppo ora come ora l’unica zona in cui si può fare per esempio una ludoteca è solo quella tra il Centro Civico e Valle Allegra. Io segnalo tutti i problemi della comunità e continuerò a farlo”.

Fonte immagine: sito ufficiale Comune Gravina di Catania