Gravina, oggi piangiamo un morto per la pioggia ma, siamo sicuri che non sia stata una tragedia annunciata? E da domani che faremo per evitarne altre?

No, sindaco Giammusso, mi dispiace ma non ci basta il suo cordoglio questa sera (26 ottobre) per quella che a me sembra una tragedia annunciata. Qualcuno dirà che è colpa del nostro territorio troppo cementificato, per usare un eufemismo, altri diranno che la quantità d’acqua che si è riversata è stato un evento eccezionale. Altri ancora daranno la colpa al canale di gronda che non è ancora pronto e, sappiamo, che non si prevedono tempi celeri per il completamento. Certo, tutto vero ma, qualcosa si può fare, si doveva e si dovrà fare.

Io, non sono un esperto ma situazioni come quella di via del Bosco, costituiscono un pericolo costante da almeno 30 anni. Ieri e oggi non erano nemmeno segnalate da un cartello! Come, questa sera, mentre scrivo, giorno della tragedia, una transenna nel quartiere San Paolo è posta in mezzo alla carreggiata senza alcuna segnalazione e costituisce un pericolo. Mi chiedo e le chiedo sindaco: esiste un piano delle strade a rischio di allagamento durante le piogge “forti” nella nostra città? Ci sono segnali di pericolo che avvertono gli automobilisti degli allagamenti? Ci sono centraline poste nei punti più a rischio che attivano segnali di emergenza per gli automobilisti?

Occorre un intervento immediato, un gruppo di lavoro che individui le zone e le strade a maggior rischio e le doti di segnaletica preventiva degli allagamenti. Un gruppo di lavoro che integri la protezione civile, i vigili del fuoco (a Gravina ci vive l’ing Luigi De Luca, dirigente dei vigili del fuoco di Catania) e chi ha l’a responsabilità dell’amministrazione della città.

Oggi piangiamo una vittima. Che sia l’ultima. Glielo dobbiamo alla famiglia di quel poverino che voleva solo tornarsene a casa. E’ doveroso fare di tutto come comunità, insieme, perché sia l’ultima tragedia assurda che, forse, chissà, poteva essere evitata.